Musei Vaticani e Cappella Sistina

Per oltre quattro secoli i pontefici furono mecenati e profondi estimatori di opere d'arte; ne è risultata una delle più grandi raccolte del mondo ospitate nei palazzi rinascimentali, una volta sede degli appartamenti papali. I Musei Vaticani, che comprendono anche la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello, sono un susseguirsi di molti musei, tra cui non si può mancare di visitare il Museo Egizio, quello Etrusco, la Pinacoteca, la ricchissima Biblioteca.

LA CAPPELLA SISTINA

La principale cappella dei palazzi vaticani prende il nome da papa Sisto IV della Rovere,che la fece costruire nel XV secolo; è la cappella ufficiale dei pontefici, nella quale si tengono i conclavi per l'elezione del nuovo erede di Pietro ed è sicuramente l'ambiente più famoso dei Musei Vaticani.
L'ambiente composto da un'unica navata coperta da un a volta a botte ribassata con lunette sopra ogni finestra: il pavimento è cosmatesco , divisa in due parti dalla cancellata marmorea , opera di Mino da Fiesole, autore anche della cantoria, ha le pareti affrescate dai più raffinati artisti del Rinascimento tra cui il Perugino e Botticelli che le decorarono con le storie tratte dai Testamenti.
Papa Giulio II incaricò Michelangelo di decorare la volta, che era dipinta con un semplice cielo blu stellato; l'artista impiegò quattro anni per completare l'opera: suddivise la superficie di circa 800 metri quadrati con illusori elementi architettonici in tre registri sovrapposti: la zona centrale presenta la Genesi, con la famosa scena della creazione dell'uomo, ed episodi tratti dal Vecchio Testamento; nei riquadri le figure delle Sibille, i Profeti, gli Ignudi , mentre nei pennacchi e nelle lunette sono raffigurati gli "Antenati di Cristo".
Vent'anni dopo la fine della volta, Michelangelo ritornò a lavorare, ancora una volta nella Cappella Sistina; gli fu affidata, da Paolo III, la decorazione della parete di fondo della cappella occupata da affreschi del Perugino; venne rappresentato il Giudizio Universale, considerato il capolavoro di Michelangelo, la cui realizzazione lo impegnò per sette anni; l'artista travolse completamente l'iconografia tradizionale del tema e i rapporti prospettici immaginando una scena in continuo movimento, incentrata sulla figura centrale del Cristo Giudice che sovrasta le figure dei dannati ed è circondato dai santi, che recano ognuno i simboli del proprio martirio.
Il restauro dell'opera michelangiolesca, terminato nel 1994, ha riscoperto i colori originali agli affreschi, ripulendoli dai fumi, dagli interventi susseguitisi nel tempo, restituendo in tal modo l'antico splendore all'intera cappella Sistina.


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