Il Carnevale di Roma e le maschere popolari

Il Carnevale di Roma è ricco di caratteri e maschere nati dalla tradizione popolare dei teatrini e che sono la caratterizzazione del popolano e del nobile. Tra i più noti caratteri si ricordano Cassandrino  la cui origine pare sia senese, ma durante il XIX secolo acquistò notevole fama a Roma dove è la maschera del borghese credulone che viene raggirato  e beffato, sia in amore che negli affari. Col passare del tempo acquistò anche la valenza di portavoce delle lamentele popolari antipapali e anticlericali.

Don Pasquale de'Bisognosi è una maschera che rappresenta un patrizio celibe, facoltoso e sciocco e soprattutto pigro; il carattere ricorda quello del Pantalone veneto, ma è meno burbero. Egli odia questo cognome particolarmente plebeo per un nobile come lui.

Tra le maschere romane più famose vi è sicuramente Rugantino la cui caratteristica principale è l’arroganza, dal cui termine deriva il nome. E’ il giovane del quartiere sbruffone e un po’ delinquente che nelle risse però le prende; l’interpretazione di Enrico Montesano nella commedia di Garinei e Giovannini è una delle migliori rappresentazioni del personaggio.

Altra maschera famosa è quella di Meo Patacca , il tipico popolano indolente, bullo prende il nome dal misero stipendio del soldato.
Meno nota è la maschera del generale Mannaggia La Rocca che riprende i carattere di Capitan Spaventa, cioè del capitano di un gruppo di straccioni che narra avventure militari mai vissute.

Il carnevale romano era caratterizzato da numerose maschere di cui è andato dimenticato il nome e che sopravvivono solo nelle incisioni.


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