Lago di Bracciano

In una tipica zona vulcanica si estende il Lago di Bracciano, il secondo del Lazio dopo quello di Bolsena. E' formato da un gruppo di recinti craterici contigui, fusi insieme per la distruzione delle pareti divisorie, costituite da tufi friabili. La natura idrogeologica del terreno risulta caratterizzata da un'intricata, fittissima rete di cunicoli sotterranei tra diversi laghi. Di qui la fertilità del terreno, grazie alla quale lungo le sue rive si distesero, sin dall'antichità, ricche coltivazioni. Dal lago di Bracciano giunge tuttora a Roma l'acquedotto Sabatino. In posizione strategica a picco sul lago, si erge il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, bellissima dimora feudale. Realizzato a partire dal Quattrocento da Napoleone Orsini, che ampliò la vecchia rocca appartenuta ai prefetti di Vico, il castello doveva rappresentare un simbolico monumento della fortuna degli Orsini, investiti del feudo di Bracciano da Martino V Colonna nel 1419. Due forti cinta di mura lo circondano: la prima racchiude tutto il borgo medievale e presenta un ponte in muratura che sostituisce l'antico ponte levatoio; il secondo fu costruito per adeguare la difesa all'introduzione dell'artiglieria nella pratica bellica. "Napoleone della gente orsina mi fondò. Respingo i colpevoli, difendo i buoni": così recita un'epigrafe, incisa sull'ingresso principale. La porta è decorata con le tipiche rose stilizzate degli Orsini, e sormontate dallo stemma di famiglia. Sotto il pavimento dell'ingresso si trova una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, che attraverso appositi cunicoli che qui veniva convogliata. Attraverso un arco ogivale si entra nella parte superstite della rocca dei Prefetti di Vico. Qui si apre la camera papalina, dove Sisto IV risiedette per qualche tempo, sfuggendo la pesta romana del 1481. Il soffitto a grottesche appartiene alla scuola degli Zuccari: fu dunque rifatto dopo che il castello passò agli Orsini. Attraversato il cortile si sale al piano nobile della parte del castello costruita dagli Orsini, che presenta una fuga di sedici sale, notevoli decorazioni pittoriche e per i soffitti a cassettoni dorati e policromi. La terza sala prende il nome da un illustre ospite che vi soggiornò nel 1900: il Re Umberto I. Dopo la sala del Trittico e quella del Pisanello, si accede alla sala dei Cesari: distribuiti lungo il perimetro della sala, i busti dei dodici Cesari. Lungo tutta la parete, l'affresco di Antoniazzo Romano: nella parte destra è rappresentata la visita che il giovane Piero dei Medici fece al castello nel novembre del 1487; a sinistra, invece, è raffigurata la trionfale cavalcata che Gentil Virginio Orsini fece a Bracciano al comando delle sue milizie il 28 febbraio 1489, dopo aver ricevuto la nomina di Capitano delle truppe Aragonesi. Altra sala di notevole importanza è quella degli Orsini. Dopo la sala di Isabella, si sale al secondo piano dove si trovano la sala d'Ercole, e la sala d'Armi, con la sua ricca collezione di armi medievali. Dalla loggia inizia il panoramico giro della ronda, che unisce le sei torri del castello.

Per arrivare: A12 (Civitavecchia-Roma), uscita Cerveteri-Ladispoli. Da Roma Nord, Via Cassia.


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