Fori Imperiali

Il Foro era il centro della vita politica, sociale, commerciale dell'antica Roma.

Percorrendo la via dei fori Imperiali si giunge nella zona che, solo a metà del XX secolo, hanno recuperato gran parte della loro visibilità, offrendo uno scenario archeologico unico per il suggestivo e variato numero di monumenti.

Fu Giulio Cesare il primo a pensare ad una risistemazione della città e il suo Foro, a destra verso il campidoglio, era come i Fori seguenti, una grande piazza rettangolare fiancheggiata da portici con sul fondo il tempio di Venere; quasi di fronte si trova il Foro Traiano che comprende non solo una vasta piazza porticata, ma anche l'enorme basilica Ulpia, divisa in ben cinque navate , due biblioteche, un tempio, un grandioso mercato e la famosa colonna. Di questo foro la parte ben conservata, oltre alla Colonna, è quella del complesso dei Mercati, una vera cittadella di botteghe, taverne, magazzini.

Confinante con il Foro di Traiano si trova quello di Augusto, per la cui realizzazione venne compiuto il primo sventramento urbanistico, che comprese lo spianamento delle pendici del Quirinale. Il centro era il tempio di Marte Vendicatore, che l'imperatore volle popola vittoria di Filippi. Accanto al tempio c'era una statua colossale d'Augusto, di cui rimangono solo le impronte dei piedi.

I successivi Fori di Nerva e di Vespasiano, ormai completamente distrutti, si estendevano nell'area attualmente occupata dalla grande arteria stradale che collega Piazza Venezia col Colosseo.

L'evoluzione del complesso dei Fori Imperiali fu un grande cantiere che perdurò centocinquanta anni. Fino al secolo scorso l'intera zona era chiamata "campo vaccino" poiché era utilizzato come pascolo.


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